Lamezia Terme: Sorical vìola ordinanza del sindaco

Lamezia Terme: Sorical vìola ordinanza del sindaco
Tubi-perdita-dacqua


Il Comune di Lamezia Terme, comunica che la Sorical, società in liquidazione che gestisce le risorse idriche calabresi ha unilateralmente, violando una specifica ordinanza del sindaco (pdf allegato), iniziato da lunedì 27 maggio la riduzione della fornitura dell’acqua al nostro comune. Una scelta sbagliata, illegittima, infondata e profondamente ingiusta nei confronti di uno dei comuni in assoluto più in regola di tutta la regione nei pagamenti nei confronti della società. Lo stato di pre-fallimento a cui la Sorical è stata condotta da una logica privatistica nella gestione e dalle politiche scellerate della Regione, non giustifica in alcun modo questo accanimento nei confronti dei cittadini lametini. Risulta incredibile, peraltro, che mentre città come Reggio, Catanzaro e Cosenza abbiano debiti per decine di milioni di euro nei confronti della Sorical, verso di loro la società non ha applicato riduzioni e nessuna azione coercitiva.Ancora più incomprensibile risulta l’aver voluto a tutti i costi procedere nella riduzione della fornitura nonostante la Lamezia Multiservizi si sia dichiarata, anche per iscritto, disponibile ad effettuare, nei tempi per lei possibili, i pagamenti richiesti. Vogliamo ricordare che, mentre è ancora in piedi un contenzioso sull’indebito aumento delle tariffe dell’acqua tra la Lamezia Multiservizi e la Sorical che non è indifferente nella definizione delle somme dovute alla società, la Lamezia Multiservizi ha pagato nei primi mesi del 2013 alla Sorical già 358 mila euro e nel 2012 1 milione e 400 mila euro. Dal 2008, solo per parlare degli ultimi anni, la Lamezia Multiservizi ha pagato alla Sorical oltre 11 milioni di euro. Per tutte queste ragioni, pur confermando la volontà e nei limiti delle possibilità della situazione economica in cui versano gli Enti locali, di far fronte per quanto dovuto, il Comune si determinerà e assumerà tutte le decisioni e le iniziative ritenute necessarie a salvaguardia dei diritti della cittadinanza. Anche questa vicenda, che si sta consumando sulla scellerata gestione di una risorsa pubblica fondamentale, del bene comune per eccellenza come l’acqua, conferma e ribadisce la necessità su questo tema di invertire rotta nella nostra regione corrispondendo al pronunciamento chiaro ed esplicito del referendum sull’acqua pubblica.

Ordinanza n. 98